«Explorers»: un viaggio interstellare e …spirituale – da Il Nuovo Amico

SOTTOLINEATO IL VALORE AGGIUNTO PER LA CITTA’ OFFERTO DA “LA NUOVA SCUOLA”

PESARO – Lunedì 3 novembre ha avuto luogo nel salone Metaurense del Palazzo Ducale, la conferenza di inaugurazione della mostra Explorers.Sala gremita per questo innovativo progetto curato dal prof. Nicola Sabatini dell’associazione Euresis evisitabile al pubblico fino al 15 novembre presso le sale dell’Hotel Vittoria, per gentile concessione della famiglia Marcucci Pìnoli, il tutto affiancato dall’organizzazione curata dalla “Fondazione Anna e Mario Gaudenzi” e “La Nuova Scuola”, con il patrocinio dell’assessorato alla Bellezza, dell’Ufficio scolastico provinciale, del Museo del Balì e di alcuni sponsor come Banca dell’Adriatico e Vecchione Srl. Ad aprire la conferenza sono stati in successione: l’assessore alla bellezza Daniele Vimini e l’assessore alla crescita Giuliana Ceccarelli. Quest’ultima in particolare ha sottolineato l’importanza della Nuova Scuolanella realtà pesarese come luogo di grande formazione, ringraziandola per l’apporto culturale dato alla città da molti anni.

«La Nuova Scuola –ha detto l’assessore Ceccarelli – ha sempre prodotto iniziative di alto livello, offrendo anche esempio di cooperazione con le istituzioni e i cittadini. Un punto fondamentale quest’ultimo perché è da questa mescolanza di esperienze che si impara gli uni dagli altri. Fa tutto parte della forma della democrazia. Da tempo conosco la realtà di Comunione e Liberazione, della Nuova Scuola, grazie anche al mio impegno nelle realtà ecclesiastiche, dove ho avuto modo di conoscerli sul campo, in particolare con la Comunità di Villa San Martino e Don Gaudiano. Il lato che ho più ho apprezzato è stato l’attenzione verso la persona che è posta al centro di tutto, facendo in modo che venga tirato fuori il meglio di essa ed infine il forte senso civico trasmesso con questogenere di iniziative».

A seguire l’intervento dell’assessore Vimini:«Questa mostra sarà importante per le famiglie, la nostra è una città a vocazione culturale e iniziative come queste non fanno che alimentare dinamicità e cultura nella città».

Explorersè stata definita all’interno del Meeting di CL come la mostra più umanistica dell’evento. Infatti alla sua base sta il rapporto fra l’uomo e la sua sete di conoscenza, di esplorazione e scoperta.

Ma che cosa muove l’uomo ad esplorare? Questa è stata la domanda dalla quale sono partiti una serie di ragionamenti e introduzioni relativi alla mostra. Il prof. Nicola Sabatini ha esordito con una critica verso un’opinione pubblica traviata sul concetto di scienza. «Lo scienziato infatti– ha detto –non sa tutto ma è solo un uomo curioso, un esploratore mosso da un qualcosa insito naturalmente nell’uomo, in poche parole non è una sorta di semidio capace di risolvere ogni cosa».Da qui il titolo della mostraExplorers. «Mentre cucinavo per i miei figli– ha raccontato il prof. Sabatini –c’era il Papa in televisione, il quale diceva che per capire il mondo bisogna studiarne la periferia, ed è quella dimensione oscura che l’uomo deve e vuole conoscere, sondare, approfondire».

Nel corso della conferenza il professore ha arricchito il suo intervento con una serie di citazioni riguardanti l’aspetto più intimo della sete di esplorazione, spaziando da Pirandello e il suo “La ricerca di qualcosa che ha da esserci” a Michael Collins dell’operazione Apollo 11, “l’esplorazione è un imperativo”.

La sete di esplorare – ha proseguito Sabatini – è insita nell’uomo ed è osservabile nelle prime azioni dei bambini. Lo stesso razionalista Asimov disse:“Le Esplorazioni spaziali nascono per colmare bisogni e necessità di natura, e (odio questa parola) spirituale”.E il concetto base dellamostra è proprio nella spiritualità: “da dove veniamo e dove andremo”.

Persino in un periodo dove l’esplorazione spaziale divenne un mero strumento propagandistico di USA e URSS e dove gli astronauti/cosmonauti erano semplici militari, a volte ex combattenti della guerra in Vietnam, lo stesso Neil Armstrong supera il concetto dell’obbedienza “meccanica” agli ordini ricevuti e coglie nel suo arrivo sulla luna un aspetto umano, spirituale. Questo è stato“L’invito al viaggio”,parafrasando Franco Battiato, proposto da Nicola Sabatini verso spazi interstellari nonnecessariamente proiettato verso un “alius” o “alieno”, ma semplicemente verso se stessi. Prepariamoci all’accattivante e “lungo viaggio in cui ci si perde”da fare al più presto non necessariamentecon uno Shuttle.

Matteo Cinalli

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