Renzi: il personalismo della politica colpisce ancora

Cari lettori, in questi giorni non ho scritto nulla, ero in osservazione e contemplazione della politica del centrosinistra, delle varie evoluzioni interne al Pd. Inoltre dovete sapere che non scrivo a comando, ma a ispirazione, quando ho qualcosa di interessante da divulgare, una tesi la giro, se devo ripetere quel che tutti e troppi dicono facevo prima a rimanere su FaceBook ed essere una delle tante voci. Stavo osservando ciò che avveniva intorno a Renzi, sindaco di Firenze, e intorno alla segreteria PD, iniziative, reazioni etc(…). Di certo il PD non ha preso bene questo fenomeno innescato dal sindaco di Firenze, sbagliano? No, a mio parere questo è un momento particolare, più difficile di altri, dove è fondamentale serrare i ranghi per concedere un futuro al nostro Paese, o per lo meno un’alternativa di Governo e di proposta (soprattutto!!!). Matteo Renzi, me lo ricordo, è stato acclamato in molti luoghi della politica, soprattutto nell’API di Rutelli (non per nulla è un Rutelliano, non ha mai rinnegato la sua radice), addirittura inoltre dal centrodestra: per le sue idee (vetero-liberali),per la sua simpatia nei confronti di un Imprenditore antiItaliano , Marchionne, per il suo essere a volte anche benevolo nei confronti del Pres. del Consiglio. Ho seguito interamente per la prima volta la trasmissione di Giuliano Ferrara “Radio Londra” e ho notato che al centro dei discorsi c’era Renzi, esaltato ed osannato quasi come un re. Io nella mia breve storia politica di 7 anni non ho mai sostenuto Renzi, forse vedevo con simpatia i primi atti quasi ribelli. Molti che hanno fatto battaglie al mio fianco anche dentro al PD ora si trovano con Renzi e a loro chiedo,è forse questa la svolta!? Per lo meno è una svolta per il centrosinistra o per altro? Fino a prova contraria lui si trova in un contesto che condanna il neoliberismo, le vecchie e inusitate forme di liberalismo. Io sono dell’idea che si debba stare in un “luogo politico” solo se ci si sente a proprio agio, se le idee e gli ideali corrispondono, invece di andare a rompere gli schemi dentro a un partito dove le idee  sono opposte alla tua cultura. Io per esempio ho scoperto che le mie radici, la mia cultura sono del centrosinistra moderato e moderno, per niente confondibili con quelle di Casini, men che meno di Fini (mai avuto un buon rapporto con il mondo di quest’ultimo, soprattutto durante il mio breve periodo nell’api); vi spiego bene il perchè: per esempio io credo che le grandi e continue privatizzazioni siano state il MALE dell’Italia e non la soluzione, vedi Trenitalia e tanto altro. Cosa rimane del pubblico?! Cosa rimane del così detto BENE COMUNE? Diventa tutto bene privato più che altro, e un privato quel bene te lo può concedere qualche volta, quando gli conviene insomma. Ecco perchè ho anche votato convintamente i 2 SI a sostegno dei liberi servizi idrici. Il mio essere di centrosinistra, caro Renzi, consiste in questo, nel far si che tutti i servizi siano veramente a servizio del popolo e non un privilegio per parte di esso, che anche la politica sia parte di quel servizio. Tanti uomini che si dicono di centrosinistra (nemmeno Aldo Moro avrebbe accettato una simile politica) si schierano a favore delle grandi (e distruttive) privatizzazioni. Tra questi c’è il “rivoluzionario” Renzi. Inoltre lui stesso fu contrario al SI contro il nucleare, spero che almeno l’ultimo SI lo abbia votato nelle 4 proposte referendarie. Cari lettori, quale alternativa futura si può prospettare per Noi se si appiattisce su una già esistente nel centrodestra? Certe ricette hanno fallito già negli anni ’90, perchè portare avanti questo accanimento terapeutico?
Il sindaco di Firenze sbaglia nel mettere al centro la sua persona, una politica scadente che ha venduto agli Italiani cumuli di immondizia passandola per oro per quasi 20 anni. Perchè non si costruisce una Rete dove vengono citati tanti nomi? io ne sento solo uno, il suo. Ha ragione il nostro Presidente della Provincia, Matteo Ricci, quando dice che per emergere un buon e giovane politico deve spingere, farsi vedere, smarcarsi per farsi dare la palla, non insultare il capitano e dirgli di andare in panchina perchè non passa il pallone. Un metafora rugbystica, calcistica,pallanuotistica come volete, ma il succo rimane quello, dove va una squadra che vuole autodistruggersi? Una squadra piena di invidie e fratelli coltelli? Ci vuole la vera Rivoluzione, tutti SPINGONO per prendere la palla all’avversario, non entrano in tackle sui propri compagni, non serve, a meno che non si decida di uscire dalla squadra e fondare una nuova società, (perdonatemi le metafore sportive, ma ho ripreso da circa un mese pallanuoto,avevo smesso circa 3 anni fa)e sono in piena trans agonistica). Quindi cari lettori, chiediamo alla dirigenza del PD di farsi promotrice della Vera Rivoluzione culturale e politica, (o ad altre dirigenze se ci si sente appartenenti ad altri luoghi politici) di dare dieci giri a Renzi, perchè le potenzialità ci sono, si può tornare ad essere operativi ed efficienti. Ma non sono di certo gli individui, con il loro individualismo, i loro movimenti che cambieranno le cose, perchè dietro a questi movimenti ci saranno alcune persone, ma vivono all’ombra di un’altra, come l’api di Rutelli, dietro ha Boselli, Tabacci (spero ancora per poco), ma questi vengono adombrati dalla figura del leader. Ascoltatevi la canzone “Leader” di Enrico Ruggeri con i Decibel, ce l’ha in particolare con un fenomeno di leaderismo gruppettaro della sinistra dell’epoca, quella dei collettivi, ma penso che quel Ruggeri dell’epoca, se fosse stato giovane oggi, avrebbe scritto le stesse parole per i vari Renzi, e per tutte le derive Berlusconiane infiltrate a sinistra, a destra e al centro.
Nella II Repubblica che verrà (sì, avete letto bene, II Repubblica, quella che stiamo vivendo è l’agonizzante fine della prima), non ci sarà posto per i personalismi insani, cioè non ci sarà spazio per coloro che proporranno il proprio bel sorriso al posto delle idee. Se non si mettono in circolo le idee, si verrà sconfitti e la storia punirà il vuoto, cancellandolo, dimenticandolo. Riproporre metodi,politiche già esistenti non serve a nulla. Guardate Sinistra Ecologia e Libertà, un partito che all’inizio criticavo parecchio per la centralità del suo leader, ma dopo le elezioni di Pisapia, di Zedda, hanno cambiato stile, hanno capito che quando si sta con il popolo, quando le teste sono diverse e tante si vince, non con il Superman della situazione. Caro Renzi, l’avversario non è Berlusconi, è il Berlusconismo, è vero che senza il re i sudditi vanno allo sbando, ma il virus rimane, quel virus va distrutto. Ma come pensi di distruggerlo? Accarezzandolo? Oppure come pensa qualcuno attaccandolo frontalmente? No, bisogna elaborare la proposta alternativa, o tutto rimarrà come prima, nuove idee, i blog servono anche a questo. Ma te dai contro ai tuoi compagni di squadra, vuoi che tanti giovani diventino leaders per mezzo delle cooptazioni, quindi annientando il merito, mettendo a capo di una squadra qualcuno che non è mai stato testato? Te dici “se sei giovane vieni avanti”, io dico “se sei giovane e vali spingi e vieni avanti”, per questo preferisco la visione del nostro Presidente della Provincia alla tua, e vedrai che sarà in futuro una grande e ottima risposta.
Ora mi rivolgo a te caro Bersani, oggi gli strumenti come sai sono diversi, c’è la piazza, c’è facebook, ci sono i blog e i socialnetwork. Con quest’ultimi bisogna rapportarsi non solo inviando messaggi, non solo creando un profilo. La soluzione vincente la troverai fra la gente, la ricetta per cambiare la troverai costruendo un setaccio virtuale, dovrai fare come un cercatore d’oro nel Klondike (Yucon) e distinguere le varie pepite, non bastano più le pepite che abbiamo a casa, c’è un partito dell’astensionismo da abbattere, e lo faremo ascoltando le ragioni, capendole e trovando insieme la soluzione. Siamo stufi dei One Man Show, hanno logorato la nostra società. Buona ricerca a tutti.

L’Ostinato Cinalli

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3 thoughts on “Renzi: il personalismo della politica colpisce ancora

  1. emanuele ha detto:

    Uso una metafora sportiva anche io. Io posso essere della stessa squadra del capitano e posso incazzarmi con lui in campo o con l’allenatore non per rompere lo spogliatoio ma per cercare di spronare a fare meglio e mettere in campo la formazione migliore magari schierando qualche giovane che può correre di più e farsi anche le ossa. Con questo non dico che in campo non ci vuole gente esperta ma una squadra di soli vecchi a lungo andare si stanca prima e non vince. Qualcuno d’esperienza nei ruoli fondamentali ci vuole ma ci vuole anche chi è fresco e chi magari è disposto a rischare un po do più come può essere un giovane. Puoi avere tutta l’esperienza che vuoi ma se non corri duri un tempo poi l’altra squadra prende il sopravvento e vince la partita. Per vincere devi amalgamare bene esperienza e forze fresche e devi saper gestire gestire chi è più stravagante ed estroverso.

  2. Marco Bolognini ha detto:

    Anche in questo diario, caro Matteo, sono d’accordo con quello che scrivi, anzi a questo punto inizio ad essere sicuro che la linea che unisce il centrosinistra,e in questo caso i nostri pensieri, non è poi cosi sottile come si vuole da sempre far credere!!!

  3. fabrizio ha detto:

    Renzi ha fatto proposte che per metà sono del programma del Partito Democratico, ricordo la puntata dell’Infedele in cui il presidente del partito Rosy Bindi si lamentava del fatto che Renzi non avesse sottolineato che quelle proposte le ha fatte il PD. L’altra metà è di stampo liberaldemocratico o lib-lab. L’idea di centrosinistra molto osannato negli ultimi tempi e adesso rinnegato a tutto spiano forse nemmeno riflettendoci un pò. Renzi è di CENTROSINISTRA, più moderato, ma di CENTROSINISTRA. Le accuse di liberismo e di destra da parte di alcuni esponenti democratici rivela: 1) Scarsa democraticità in un partito chiamato “democratico” 2) Paura che Renzi possa sbancare soprattutto nel PD.

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